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Gli scavi archeologici di Velia in provincia di Salerno

 

Torre di VeliaScendendo più a sud nella provincia di Salerno, sulla costa meridionale del Cilento, a poca distanza dal  Comune di Ascea Marina, si estende il promontorio che nell'antichità ospitò la gloriosa città di Velia, già chiamata Elea, famosa soprattutto per la famosa scuola filosofica (eleatica) fondata da Parmenide e Zenone

E su quello stesso promontorio, che un tempo lambiva il mare, rimangono oggi i resti di quella città che, sebbene scavati solo in parte, testimoniano la grandiosità del passato.

Elea- Velia fu fondata dai Focei nel 540 a.C. . I Focei non accettarono la dominazione Persiana e dopo 20 anni di peregrinazioni nel Mediterraneo, scelsero questa collina del Cilento che richiamava alla loro mente la terra patria.

Essi erano marinai- mercanti e costruirono la loro città, la fortificarono, la dotarono di due porti e non combatterono mai alcuna battaglia. Anche con Roma Elea, divenuta Velia, trattenne rapporti commerciali, politici e culturali senza perdere la sua autonomia. Bruto, dopo l’uccisione di Cesare, si rifugiò a Velia, e, Marcantonio, partito al suo inseguimento, lo attese al largo senza entrare in città. Grazie al suo clima ed alla sua ospitalità, Velia divenne meta di soggiorno di personalità eminenti come Cicerone e Orazio. Velia ospitò Senofonte di Colofone e diede i natali a Parmenide e Zenone i quali, fecero un viaggio ad Atene per confrontarsi con i filosofi della madrepatria.

A Velia fu fondata la Scuola Eleatica che ancora oggi informa gran parte del pensiero del nostro tempo. Fu anche sede di una scuola di medicina e meta di infermi che accorrevano al suo asclepeio per le cure. La Scuola Medica Salernitana fu la diretta discendente delle Eleatica, perpetuando nei secoli i suoi principi ispiratori. La decadenza venne lentamente con l’interramento dei porti, alluvioni incursioni piratesche, la peste, i terremoti.
La visita alla città inizia dal quartiere meridionale,  l’area più ampia della zona archeologica.

Precedentemente alla fine del III/inizi del IV sec. a.C. quest’area, invasa dal mare, funzionava come porto della città. Successivamente, anche a causa di una grossa alluvione nonché del progressivo e lento ritirarsi della linea di costa, essa si insabbiò e pertanto venne strappata al mare con la costruzione di mura ed urbanizzata.

Il quartiere settentrionale è il più piccolo, ancora poco esplorato, salvo la Porta Marina nord così chiamata perché a breve distanza dal porto fluviale.
Sulla strada che collega i due quartieri, sono emersi dagli scavi un edificio termale romano risalente alla prima metà del II sec. d.C., all’interno del quale  sono visibili pavimenti mosaicati con scene marine. Si tratta di un complesso importante poiché costituisce un "unicum" in Magna Grecia.
Superate le terme, la strada fiancheggia un grande ninfeo infossato con basi di colonne ioniche. 

Velia - porta RosaSalendo si giunge alla Porta Rosa (dal nome della moglie dello scopritore Mario Napoli), il più grandioso monumento civile greco che noi possediamo in Magna Grecia, che si mostra come una grande parete frontale aperta in basso al centro da una porta ad arco, protetta sulla sinistra da un grosso muro, a tre ripiani, che fa da contenimento del colle. 

Poco prima di arrivare alla sommità del promontorio, l’acropoli, oggi dominata dal Castello dei Sanseverino, nella quale si notano subito i resti del piccolo teatro risalente al III sec. a.C., si notano i resti dell'insediamento abitativo più antico della città (540-535 a.C.): si tratta di abitazioni ad un solo vano con cortile antistante: la muratura è a blocchi di arenaria di forma poligonale, una tecnica importata direttamente dall’Asia Minore da dove provenivano i Focei.

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