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Comune di Scafati
Arte e Cultura

Il Santuario della Madonna di Bagni

Sull’antica consolare che conduce da Scafati ad Angri sorge il santuario della Madonna di Bagni, così detta dal piccolo laghetto, contenente acque miracolose sede di un culto secolare da parte dei contadini della zona e oggetto di una significativa festa (‘O Carrettone ‘e Vagne) che tramanda riti propiziatori pre-cristiani.

Il santuario, retto dai francescani, era un tempo nel comune di Angri e si trova sotto la giurisdizione del vescovo di Nocera-Sarno. Il complesso è caratterizzata dall’ampia mole della bella e imponente facciata, risalente al primo Settecento, dalle linee sinuose tardo-barocche e affiancata dal campanile quadrato. La chiesa a tre navate, attualmente in restauro, è preceduta dal pronao cui si accede dai fornici che si aprono nella facciata. 

Nell’interno, oggetto di un intervento di decorazione agli inizi del nostro secolo, si conservano altari marmorei settecenteschi, la seicentesca pala d’altare con l’immagine della fonte miracolosa e della Madonna che ivi si venera, posta nel presbiterio sopra l’altar maggiore e affreschi nella volta risalenti al 1910 circa. Recentemente, sono stati trafugate dagli altari del transetto quattro tele con santi del sec. XVIII.

Chiesa di Santa Maria delle Vergini

Al centro della città presso il ponte che attraverso il Sarno accanto all’antica torre di Scafati (ormai distrutta) sorge la principale chiesa cittadina, composta da due edifici posti ortogonalmente: la parrocchiale, risalente al Seicento ma in una veste settecentesca, affiancata dal tozzo campanile di primo Novecento.

Conserva all’interno, sull’altare maggiore, un notevole polittico cinquecentesco con la Madonna, santi e scene cristologiche, altari e il fonte battesimale marmoreo del sec. XVIII e altri dipinti cinque-settecenteschi, tra cui una tavola con la madonna del Rosario; la confraternita presenta un notevole altare marmoreo settecentesco e la statua lignea di Santa Maria delle Vergini, patrona della città, risalente al 1713.

Abbazia della Real Valle (Badia di San Pietro)

La conquista del regno da parte degli Angioini venne salutata con la fondazione di due abbazie cistercensi ad opera di re Carlo nel 1270 in Abruzzo e in Campania. Nel territorio scafatese, allora diocesi di Sarno, venne eretta l’abbazia dedicata a Santa Maria della Real Valle per la quale furono chiamate maestranze francesi. 

Il monastero venne affidato ai cistercensi, che ebbero anche il compito di bonificare il territorio boscoso alle pendici del Vesuvio attraversato dal fiume Sarno. Dopo il medioevo, il convento subì un graduale tracollo e venne definitivamente alienato nel 1806 (oggi ospita le suore alcantarine che lo acquistarono alla fine del secolo scorso). 

Oggi il complesso si presenta in una veste fondamentalmente settecentesca. Della fase medievale resta la parete perimetrale destra della chiesa, con monofore archiacute e bellissimi capitelli fogliati, tutto realizzato con blocchi di tufo grigio proveniente dalle vicine cave di Sarno e Nocera e, nel giardino, i peducci delle volte del chiostro quadrato; resti delle murature, dei portali e delle finestre risultano inglobati nelle strutture più recenti del monastero.

Il convento (oggetto di un restauro in corso) presenta il lungo prospetto caratterizzato dalla decorazione con intonaco rilevato e, a destra, la nuova chiesa a navata unica, realizzata nel corso del Settecento, quando fu rifatto anche l’edificio del convento.

Villa comunale

L’ampia area a ridosso del centro cittadino presso il vecchio ponte di Scafati e nelle vicinanze dello scalo ferroviario venne utilizzata nel primo Ottocento per la creazione di un opificio per la filatura, tra i principali della zona.

I padiglioni della fabbrica sono andati distrutti, del complesso resta la residenza di Giovanni Giacomo Meyer, fondatore dell’industria, sorta sulla sponda del fiume presso il ponte e accanto al sito della vecchia torre di Scafati, e che oggi ospita il Municipio e il magnifico giardino, dal 1933 Villa comunale, di circa mq 17.000. 

Tra aiuole lussureggianti, alberi secolari d’alto fusto, serre e spazi per lo svago e i giochi, sono da segnalare numerose piante e, in particolare, un esemplare di Jubaea spectabilis che per dimensioni è il più grande in Europa.

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