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“Salerno rima d’inverno, o dolcissimo inverno. Salerno rima d’eterno”, questi furono gli ultimi versi scritti dal noto Poeta salernitano, Alfonso Gatto, sulla sua città.
Una città eterna, travolta dalla storia, legata alle sue tradizioni, città dalla straordinaria bellezza, non solo paesaggistica ma anche architettonica.
Soggetta alle invasioni barbariche la sua storia è legata alla sua posizione geografica nonché alla storia della scuola medica salernitana, nata intorno al VI sec. d.C. sulla scia della scuola medica operante a Velia fin dal V sec. a.C. | La scuola medica salernitana era nel medioevo una delle più rinomate ed importanti, con i suoi scienziati che attingevano direttamente agli antichi saperi greci e arabi. Salerno è detta anche Hippocratica Civitas (città di Ippocrate, importante medico greco) in onore dell'importanza da essa rivestita nella storia della medicina, ed è proprio in questa scuola che può ravvisarsi l’origine dell’odierna Università.
Nel 774 Arechi II principe di Benevento, spinto dalla minaccia di Carlo Magno, individuò in Salerno una buona alternativa alla capitale del suo dominio: buon punto di comunicazione con altre zone del territorio e, soprattutto, lo sbocco al mare, da li l’ascesa, testimoniabile dalle numerose opere costruite tra cui il Castello che sovrasta la città e ancor oggi veglia su di lei, la Chiesa di San Pietro a Corte, più innumerevoli “tracce” che ancor oggi è possibile ammirare nel centro storico, nonché il Duomo di San Matteo che anche se di epoca successiva, edificata infatti intorno all'anno mille per volontà di Roberto il Guiscardo, custodisce la tomba dell'Apostolo ed Evangelista Matteo. | |
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