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| | Comune di Oliveto Citra Arte e Cultura |
Il Castello di Oliveto Citra, di cui sono rimaste in piedi poche mura a causa del terremoto del 23 novembre 1980, sebbene non compaia di frequente nella letteratura dei castelli significativi dell'Irpinia, riveste un significato importante.
I diffusi resti romani sulle cime vicine ed i racconti delle età più recenti si interpongono a tratteggiare il carattere forte della gente del posto, ed il suo destino così drasticamente segnato dalle distruzioni dei terremoti recenti.
Più in fondo si intravede Auletta, col suo castello puntiforme e, si raccontano storie di contese avventurose ed appassionanti confronti colle genti confinanti e, tutto sembra riassumersi proprio qui su queste vestigia cui si è cercato di dare una pronta sistemazione e, soprattutto, una destinazione congruente col suo valore e colla sua potenzialità urbanistica e storica. |
La costruzione della Chiesa della Misericordia iniziò intorno al 1744 e terminò nel 1775. Lo stile è barocco molto leggero e segna quasi il passaggio dallo stile classico a quello moderno. I pregi artistici sono notevolissimi: ha due entrate, una grande quella centrale ed una piccola latelarmente; forse la natura scoscesa del suolo impedì l’apertura della terza porta.
Tutte e due gli ingressi sono datoti di due portali con stipidi ed architravi di pietra calcarea intagliati con superba fattura, degni di una grande basilica. La chiesa è particolarmente ampia; essa si sviluppa per circa 6000 metri di cubatura, distribuiti in tre navate: una centrale alta e slanciata e due laterali più piccole; al centro della croce latina è collocata la cupola che insiste su tre pilastri di considerevole grandezza; v’è pure l’altare maggiore di marmo di discreti pregi artistici, l’abside è dotato di un bellissimo “fastigium” o tempio che poggia su due robuste colonne. |
Di stile rinascimentale molto sobrio, la Chiesa della Madonna delle Grazie, venne edificata verso la fine del XV secolo nel rione Chiaio probabilmente ad opera dei Frati Minori Osservanti e fu abbandonata in seguito alla legge eversiva napoleonica del 1811.
L’impronta francescana, riconscibile nella linearità della struttura, è testimoniata anche dalla colonna sormontata dalla croce posta davanti all’ingresso della chiesa. All’interno, oltre ai resti di numerosi affreschi, si conserva una pala d’altare lignea con una raffigurazione della Madonna del Latte.
Il dipinto è di scuola napoletana e si presenta con una iconografia diversa da quella generalmente in uso per questo tipo di Madonna, come se tra i modelli dell’artista affiorassero le riminiscenze della Dea Madre cretese o della frigia Cibele. | |
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