| Collegiata di S. Maria a Mare Sorge sul monte Torina, sui resti della Rocca di S. Angelo distrutta dai Pisani nel 1137. Deriva alla cappella interna dedicata a S. Michele Arcangelo scampata alla distruzione nel XIII sec., opportunamente ristrutturata e convertita in Basilica per ospitare la statua della Vergine miracolosamente ripescata dalle acque, da cui prende il nome.
La preziosa statua policroma, in legno di cedro del Libano, raffigurante la Madonna con il Bambino, di stile bizantino, è il tesoro più importante conservato sull’altare maggiore nel Santuario. Trafugata da Costantinopoli, fu gettata in acqua per alleggerire il carico di un bastimento durante una tempesta.
Spinta dalla corrente giunse sulla spiaggia di Maiori nel 1204, in una balla di cotone, ove fu rinvenuta dai pescatori i quali le diedero il nome di S. Maria “a mare”. Da allora ogni anno, il 15 di Agosto, si svolge una processione in Suo onore, durante la quale abili pescatori riportano la statua in chiesa correndo su per la Scala Santa a simboleggiare la Celeste Assunzione. La Basilica di Santa Maria a Mare ha subito nei secoli diverse trasformazioni fino al 1836, anno in cui l’architetto Pietro Valente le conferì l’attuale disposizione trinavale.
La navata centrale presenta uno splendido soffitto a cassettoni dorati del 1529; la facciata si apre sulla Scala Santa che la unisce alla Piazza D’Amato. Nella cripta duecentesca del Santuario, dove sono conservate le spoglie di S. Clemente Martire, si può ammirare una autentica opera d'arte: il prezioso Paliotto d'alabastro del XV sec., di fattura gotica, con figure sacre a bassorilievo d'inestimabile valore sia storico che artistico.
Degne di essere menzionate sono la cupola ad embrici maiolicati gialli e verdi ed il campanile quadrangolare ricavato dall’unico torrione superstite dell’antica rocca. Tra le altre opere d’arte custodite nella Basilica ricordiamo la collezione di codici miniati di Canto Fermo, un reliquiario in ebano intarsiato d’avorio della fine del XIV sec., e gli antichi arredi pontificali, tra cui una mitra ornata di gemme, la croce per le processioni e due piviali di velluto. |