Il portale del turismo in provincia di Salerno, scopri il territorio e prenota la tua vacanza

 NAVIGA PER:   DOVE ALLOGGIARE  - LA PROVINCIA DI SALERNO  - TEMATISMI - ITINERARI - EVENTI - MAPPE                  HOME  Welcome Page
Sei : Welcome Page / homeagromontipicentini / comuniagromontipicentini / giffoniseicasali / giffoniseicasali /
testo su immagine
Tematismi
testo su immagine
Territorio
testo su immagine
Le Zone
testo su immagine
 Cerca Cerca  
 
 Zona
 LocalitÓ
 Struttura


Previsioni Meteo

testo su immagine
<< MARZO  2017 >>
D L M M G V S
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31
testo su immagine
  Italiano Inglese Spagnolo  

 

Comune di Giffoni Sei Casali


Il territorio comunale si articola in quattro agglomerati urbani: il capoluogo Capitignano e le frazioni Malche, Prepezzano e Sieti che, con le sue stradine arroccate, i suoi portali, le case di chiaro assetto medioevale, sicuramente è la frazione che più delle altre merita una visita. 

Ogni frazione ha la sua chiesa, che in un lontano passato, fu anche parrocchia. 

Il territorio comunale si estende per tutta l’alta e media valle del fiume Picentino e partendo dalla roccia apicale del monte Mai raggiunge la pianura sulle rive del detto corso d’acqua.

L’aggiunta di Sei Casali è medioevale e indica di quanti villaggi si componeva l’Università.
Essi erano: Ausa, Belvedere, Capitignano, Prepezzano, Sieti e Bissito.

Tutto il territorio che va dai monti Picentini al fiume Sele apparteneva all’antica città  Picentia, la quale sorgeva nei pressi dell’odierna Pontecagnano. 

Picentia fu distrutta da Lucio Cornelio Silla come punizione per aver preso le parti di Annibale nella seconda guerra punica, nel III secolo a.C. L’abitare sparsi per villaggi, fu imposto dai Romani ai ribelli Picentini. 

Comunemente si ritiene che la località Lago di Siglia (detta anche Cupa) abbia avuto tale denominazione da Silla, che da questo posto mosse alla distruzione di Picentia. 

Sotto i Normanni fu diviso tra diversi milites, ciascuno dei quali fu a capo di una determinata località, mentre in età sveva appartenne a Guidone Filangieri e poi a Pandolfo Fasanella.

Sotto la dominazione angioina, nel 1292, fu di Giacomo di Bursone.

Tra i successivi feudatari sono da ricordare Caterina di Durazzo (madre di re Ladislao) la famiglia dei d’Avalos, marchesi di Vasto e di Pescara.

Nel 1602 il feudo passò a Matteo di Capua, principe di Conca. Da questa famiglia fu trasferito ai Doria Pamphili, che lo tennero fino all’eversione della feudalità.

Nel Medioevo il feudo di Giffoni, come Contea longobarda, era nelle mani di Guaimario (nell’anno 1066).



testo su immagine