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Venti e correnti del Mar Tirreno

Il Mar Tirreno ha la forma di un triangolo rettangolo. Un cateto è costituito dalla parte orientale delle coste corsa e sarda, l'altro dalla costa settentrionale della Sicilia, mentre l’ipotenusa è rappresentata dalla costa calabra, campana, laziale e toscana fino a Piombino, dove passa il confine virtuale che lo separa dal Mar Ligure. Il Mar Tirreno risente dei venti provenienti dalle terre che lo circondano e per questo è mosso da numerose correnti. Il Mar Tirreno, data la sua ampiezza e posizione risente inoltre delle condizioni del tempo del Mediterraneo occidentale. 

Venti freddi ed impetuosi come il maestrale e la tramontana provocano mareggiate che investono le coste della Sardegna, le coste toscane ed il Lazio, riversandosi poi nel medio e basso Tirreno ed in Sicilia.
Il libeccio, proveniente da sud-ovest origina forti mareggiate con venti di tempesta che battono soprattutto le coste toscane, laziali e calabre. Lo sciroccoe l'ostro, sono venti meridionali caldo umidi che portano pioggia e temporali.
La corrente principale di superficie, che proviene dallo stretto di Gibilterra, lambisce le coste africane, entra nel Tirreno, tocca le coste settentrionali sicule, risale quelle calabresi e campane dividendosi in due rami, uno che interessa il basso tirreno, l'altro che si dirige verso le coste toscane per poi lambire le coste orientali sarde. 

Queste correnti rendono particolarmente fruttuosa la pesca con reti da circuizione, per la cattura di alici e sardine, lo strascico e reti da posta, per polpi, sogliole e naselli.
La pesca dei grandi pelagici, come il tonno, è praticata dalle tonnare salernitane che seguono i tonni fino in Adriatico per pescarli con i loro grandi ciancioli.



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