Il portale del turismo in provincia di Salerno, scopri il territorio e prenota la tua vacanza

 NAVIGA PER:   DOVE ALLOGGIARE  - LA PROVINCIA DI SALERNO  - TEMATISMI - ITINERARI - EVENTI - MAPPE                  HOME  Welcome Page
Sei : Welcome Page / costieraamalfitana / comunipenisolaamalfitana / ravello / ravello /
testo su immagine
Tematismi
testo su immagine
Territorio
testo su immagine
Le Zone
testo su immagine
 Cerca Cerca  
 
 Zona
 Località
 Struttura


Previsioni Meteo

testo su immagine
<< NOVEMBRE  2017 >>
D L M M G V S
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30
testo su immagine
  Italiano Inglese Spagnolo  

 

 

Comune di Ravello


Stemma del Comune di Ravello

Ravello - Veduta


Dalla Statale Amalfitana, il bivio di Castiglione è l'avvio dell'ascesa verso una delle gemme della Costa: Ravello, autentico scrigno di tesori storici, artistici, architettonici e monumentali, ma soprattutto patria ormai da quasi sessant'anni dell'omonimo Festival Internazionale.

Sorta tra la fine dell'Impero Romano d'Occidente e l'inizio di quello d'Oriente, la città deve la sua fondazione alle famiglie dell'aristocrazia romana che, lasciate le proprie città, ormai insicure a causa delle invasioni barbariche, trovarono rifugio sui Monti Lattari, ricchi di acque e di vegetazione. Molti studiosi hanno fatto derivare il toponimo "Ravello" da una presunta ribellione alle leggi della repubblica amalfitana; in realtà le origini del nome vanno ricercate in un radicale pre-indoeuropeo "Grav", che collegato alla sua base "Karra", pietra, dirupo, starebbe ad indicare un luogo scosceso, specificando la collocazione geografica della città.

Ravello fino all'XI secolo seguì le sorti del Ducato di Amalfi. I traffici marittimi favorirono l'ascesa di una nuova aristocrazia ravellese sostenuta sia dai sovrani normanni, grazie ai quali Ravello nel 1086 divenne sede vescovile direttamente dipendente dal Papa, che da quelli svevi ed angioini. Durante i secoli XI-XIV si assistette all'ascesa economica della città, caratterizzata da un nucleo urbano densamente popolato, dove sorgevano palazzi, chiese, botteghe e giardini, circondato da tre ordini di mura, al di fuori delle quali si estendevano i casali rurali con case coloniche e terreni coltivati. All'epoca dell'"Infeudazione" (1398-1583) la "Civitas", interessata da una progressiva ruralizzazione, conservava ancora ampi tratti delle mura medievali e le principali dimore gentilizie, sottratte alla rovina e all'abbandono da una nobiltà che, però, spostava gradualmente i propri interessi verso la capitale del Regno. A partire dal XVI secolo terremoti, pestilenze (1527-1528) e carestie (1565-1570-1585), gettarono Ravello, emarginata ed inaccessibile, in uno stato di torpore sociale e culturale mentre la sua storia, priva di tratti specifici e marcata nei secoli successivi da un susseguirsi di calamità, è assimilabile a quella più generale del Regno di Napoli. La città, ormai ridotta ad un'immagine sbiadita del suo illustre passato, si sarebbe ridestata solo nella seconda metà dell'Ottocento, quando divenne meta di viaggiatori europei, attratti dalle bellezze dalla natura e dell'arte.

Nel nome di Richard Wagner, nel 1953, in occasione del settantesimo anniversario della sua morte, ebbe inizio, nei giardini di Villa Rufolo, la rassegna musicale con programma interamente wagneriano affidato all'orchestra del teatro di San Carlo diretta da Hermann Scherchen e William Steinberg. Dal 1955 il programma del Festival Internazionale di Ravello si arricchì con brani di altri musicisti. Evento tra il culturale e il mondano, la rassegna si apre oggi anche a forme di spettacolo più popolari e ospita serate di danza, di jazz, di musica etnica e contemporanea, e prime e recital di cantanti pop. Questi eventi si tengono tutto l'anno, ma in particolare in estate.


Ogni angolo di questa città rapisce per sempre il cuore e la mente del visitatore. Il nostro itinerario comincia con i monumenti religiosi.

Il Duomo dedicato a San Pantaleone, risalente al IX secolo, ostenta la sua storia già attraverso la porta bronzea, realizzata nel 1179 a Costantinopoli e trasferita via mare come quelle della cattedrale di Amalfi e della chiesa di San Salvatore ad Atrani. Diviso in 54 riquadri rappresentanti santi, leoni e grifi, il portone si spalanca sulle tre navate paleocristiane con colonnati e pulpiti di rara bellezza.

Il convento di San Francesco e la chiesa di S. Maria a Gradillo, quest'ultima risalente al XII secolo, costituiscono un unico complesso che era la sede di discussione dei nobili ravellesi. All'interno del tempio avveniva l'investitura del capitano generale dell'intero Ducato di Amalfi.

Ma Ravello è giustamente famosa nel mondo per le sue spettacolari residenze storiche.
Poco oltre il Duomo, una torre rettangolare segnala l'ingresso a Villa Rufolo, complesso di costruzioni risalenti alla seconda metà del Duecento, edificata dalla più ricca famiglia ravellese: quella del mercante Landolfo Rufolo. Nel 1851 il complesso passò allo scozzese Francis Neville Reid, che ebbe il merito di valorizzare i giardini che si affacciano sul mare, raggiungibili attraverso un viale che si snoda all'entrata. Il panorama da vertigini, che incantò Wagner nel 1880, ha fatto finora da sfondo al Festival Internazionale di Ravello.
L'altra residenza panoramica è Villa Cimbrone, che nel 1904 fu acquistata da Ernest William Beckett il quale, con maestranze locali in quindici anni trasformò quel fondo rustico in una villa dove magicamente s'intrecciano la più affascinante antichità e la più concitata modernità.

Al di sotto della parte terminale del contrafforte, ben incastonata nella roccia si erge la Rondinaia, che per più di mezzo secolo è stata la storica residenza del grande scrittore americano Gore Vidal. Della veduta che si gode dalle sue terrazze, che spazia da Punta Campanella a Punta Licosa, abbracciando Capri, la Penisola Sorrentina e il Golfo di Salerno, rimase strabiliata anche Jacqueline Kennedy, first lady americana, ospite dello scrittore durante la visita di Stato a Napoli di John Fritzgerald Kennedy.

La Città della musica, che ha ammaliato i più grandi scrittori, poeti, musicisti e paesaggisti di Otto e Novecento, si è dotata anche di uno spazio ad hoc per i concerti e le manifestazioni spettacolari.
L'auditorium di Ravello, realizzato su un progetto del grande architetto brasiliano Oscar Niemayer, punta a favorire la destagionalizzazione del Festival, che così diventa permanente, con concerti anche nei mesi invernali. All'auditorium si accede da una piazza oblunga che consente di godere, al tempo stesso, dello strepitoso panorama dell'edificio. Nella sala, il posto per il pubblico sfrutta il declivio naturale del terreno; il posto per l'orchestra e il foyer sono arditamente aggettanti nel vuoto come il palco di Villa Rufolo, ma senza sostegni. La perfezione è assicurata dall'edificio concavo come la perfetta cassa armonica di un mandolino e il paesaggio è godibile attraverso l'ampia vetrata di accesso e dall'oblò dietro l'orchestra. Il lato opposto all'ingresso, meno finestrato, protegge l'Auditorium dalle costruzioni confinanti e, visto dall'esterno, allude alle radici storiche del paese attraverso la silhouette che ricorda un elmo medievale. L'entrata dell'Auditorium è protetta da una copertura in forma spettacolare, per conferire al progetto un aspetto nuovo, capace di creare la sorpresa desiderata. Per consentire ai passanti di avere una veduta più completa dell'Auditorium, è stata disegnata una piazza, arricchita da un magnifico panorama, che costituisce, indipendentemente dall'Auditorium stesso, un luogo d'incontro di particolare interesse.

 

testo su immagine