Il portale del turismo in provincia di Salerno, scopri il territorio e prenota la tua vacanza

 NAVIGA PER:   DOVE ALLOGGIARE  - LA PROVINCIA DI SALERNO  - TEMATISMI - ITINERARI - EVENTI - MAPPE                  HOME  Welcome Page
Sei : Welcome Page / homepianadelsele / comunipianadelsele / olivetocitra / olivetocitra02 /
testo su immagine
Tematismi
testo su immagine
Territorio
testo su immagine
Le Zone
testo su immagine
 Cerca Cerca  
 
 Zona
 Localit√†
 Struttura


Previsioni Meteo

testo su immagine
<< AGOSTO  2019 >>
D L M M G V S
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31
testo su immagine
  Italiano Inglese Spagnolo  

 

Comune di Oliveto Citra

Quel ciclo di progresso veniva realizzato durante secoli pieni di lotte e sconvolgimenti di carattere politico ed economico, ai quali la comunità Olivetana non rimase estranea, anzi, la sua distruzione fa credere che prese parte attiva più degli altri centri Italici. Si direbbe che la "Civita" fu legata un po' alle sorti dei Sanniti, godendo dagli stessi una certa protezione, e alla fine, fu con essi coinvolta nella tremenda sconfitta e punizione da parte di Roma. Era infatti uso dei Romani distruggere i centri abitati dei nemici o ribelli più ostinati, per cui la distruzione della Civita potrebbe essere avvenuta durante la lotta di repressione che gli stessi romani attuarono a seguito della terza guerra sannitica tra il 290 e 268 a.C. E' probabile che la popolazione che scampò a tale distruzione si disperse fra i boschi o sulle vicine montagne. Anche qui, come altrove, la nuova fede cristiana servi a mitigare e sollevare lo spirito di questa comunità che, desiderosa di pace e di giustizia, inizio' specie dopo l' anno 512 d.C. a riunirsi in piccoli gruppi nelle varie località che ancora oggi portano il nome di Santi, edificando a loro nome piccole chiese o cappelle, oggi tutte distrutte.

Successivamente, forse verso il. IV-V secolo, la maggioranza delle persone si raccolse vicino al torrente Piceglia in località "Casale", dove costruì una grande Chiesa che intitolò' a Santa Maria dalla quale il casale prese il nome. Il casale di Santa Maria de Faris, che evidentemente comprendeva quasi tutto il territorio di Oliveto, alla fine del VI secolo, faceva parte del vasto Gastaldato di Conza che era un feudo retto da un ufficiale nominato dal Re.
La storia parla di questo Casale fino al 1114, questo fu dovuto, probabilrmente, al fatto che dopo la morte del Conte Orso di Conza , nell'anno 848 gli abitanti non erano protetti da alcuna autorità, pertanto queste terre furono prima infestate e devastate dai Mussulmani del sultano di Bari e dopo, dai soldati dei vari conti e gastaldi, i quali lottarono continuamente per la successione nelle varie sedi.

A tali devastazioni, segui il rovinoso terremoto del 25 ottobre 990. Con l'inizio della dominazione Normanna (1166), al posto del casale di Santa Maria de Earis, compare un nuovo centro urbano col nome di "Oliveto", che certamente era posto nella sede attuale. Un normanno francese, Guglielmo de Touille, che aveva in feudo Oliveto, fece edificare un castello dalle robustissime mura, ora in gran parte diroccato, che assieme alla vicina Chiesa di stile piuttosto romanico, domina ancora oggi il centro abitato. E' probabile quindi, che in quell'epoca, gli abitanti di Casale e gli altri sparsi nel territorio di Oliveto si trasferissero attorno al nuovo castello per assicurarsi la protezione dei signori che lo abitavano. Infatti il castello, dal detto Guglielmo e fino a tutto il rinascimento, fu sede dei vari feudatari e baroni locali.

Oliveto rimase a far parte, quale suffeudo, della contea di Conza, della quale primo conte normanno fu Gionata da Balvano. I confini di questo feudo subirono dei cambiamenti quando il 19 giugno 1284, Carlo d'Angio' divise il Giustizierato creando così il Principatus a Serris Montorii Citra (oggi provincia di Salerno) ed il Principatus Ulteriore (Oggi provincia di Avellino). Dovette essere in questa occasione che il centro di Oliveto prese la denominazione di "Oliveto Citra" e fu scelto come simbolo la pianta d'ulivo, che forse voleva simboleggiare la prevalente produzione del posto, oppure l'indole buona e pacifica della popolazione che, probabilmente memore della distruzione della Civita e di altri successivi sconvolgimenti bellici teneva di andare incontro ad altre guerre. 

Oggi questo piccolo paese, colpito gravemente dal terremoto del 23.11.80 basa la sua economia sull'agricoltura- uliveti - vigneti - prodotti ortofrutticoli; sull'allevamento di bestiame- bovini - ovini, con relativa produzione di latte e trasformazione in prodotti caseari e sul commercio. Di rilevante importanza è il mercato che ogni giovedì si svolge per le vie del centro. Per la tranquillità e la bellezza naturale, numerosi sono i turisti che ogni anno arrivano ad Oliveto Citra, anche se le strutture alberghiere sono carenti. Oliveto e' anche sede di un Ospedale tra i più funzionali ed attrezzati della provincia di Salerno.

Indietro  

   

testo su immagine