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Comune di Mercato San Severino
Arte e Cultura

Il Palazzo

Addossato alla cisterna si situa il palazzo, sede residenziale del signore.
Il palazzo presenta dimensioni molto vaste e non si esclude che possa essere stato occupato dal capostipite Troisio , che qui si stabilì fino al 1064 con la sede militare. 

La parte esterna del palazzo conserva tre tipi costruttivi: il primo è un camminamento di ronda, merlato, molto basso, quasi a livello del fossato; il secondo, un muro con merli; il terzo è una sopraelevazione, databile probabilmente al 1358 quando  sul castello fu fondata la prima sede del convento di S. Antonio.
I merli sono quadrati, di quelli chiamati impropriamente guelfi. E guelfi furono i Sanseverino poichè fin dal XII secolo parteggiarono quasi sempre per il papato.

 

Chiesa e Cripta

Accanto al palazzo i   Sanseverino eressero una chiesa un tempo ricca di affreschi. La forma gotica è evidente, e poichè sappiamo che in essa S. Tommaso d' Aquino ricevette una delle sue visioni, è certa la sua esistenza a metà Duecento. 

Sottostante la chiesa è situata una cripta. In essa è probabile che vennero sepolti tutti i Sanseverino presenti nel castello fino al 1358, anno in cui Tommaso III, uno dei maggiori rappresentanti della famiglia, fece costruire il convento di S. Francesco a Mercato, ai piedi della collina.


Le due torri

Verso la valle di Curteri , là dove sarebbe stato più facile risalire verso il castello, furono realizzate nel XII sec. due torri merlate congiunte fra loro dal muro di cinta.
Le mura sono ancora intatte ed è evidente la loro antichità come è dimostrato dalla fattura elementare quadrata, con poche saettiere e feritoie e con i merli dei camminamenti di ronda.


Il Convento di S. Antonio fu fondato con bolla di Innocenzo VI il 6 agosto 1358.
Il titolo del convento fu S. Francesco, mentre la SS. Annunziata quello della chiesa annessa, mutati in S. Antonio di Padova nel 1760.
 
La chiesa si presenta con una sola ampia navata con due cappelle laterali. Misura metri 41,10 x 10,90. 

All'epoca della fondazione, chiesa e convento, furono costruiti in stile gotico e a tre navate. Quelle laterali furono abolite in seguito a profondi danni subiti da una paurosa alluvione  che colpì la zona nella prima metà del sec. XVIII. 

Dopo l' alluvione la chiesa e il convento furono ricostruiti nella forma attuale. Tuttavia lo stile gotico della fondazione può oggi rilevarsi negli archi acuti che affiorano al disopra del soffitto e all'esterno nella struttura dell'abside e della cappella della Madonna di Pompei, e ancora negli archi acuti delle campate e nelle crociere archiacute del chiostro e nelle finestre del campanile . 

Quest' ultimo è tra i pochissimi conservatisi in tutta la Campania, con le sue splendide finestrature cieche, uniche del genere.
Benchè la chiesa si presenti oggi con la sfarzosa decorazione e gli stucchi del Settecento, è da considerare una delle maggiori opere gotiche della provincia, capace di sostenere il raffronto con le analoghe architetture di Nocera Inferiore (S. Antonio), Eboli (S. Francesco), Salerno (S. Domenico), Teggiano . 

Tra i numerosi quadri conservati nella chiesa  si ricordano una Madonna con Bambino, S. Giuseppe e Santi (1754) attribuita a Giovan Battista de Mari; una Gloria dell'Immacolata attribuita a Francesco Solimena ; una Immacolata, di notevole interesse artistico, realizzata da Giovanni Bernardo Lama (1508 - 1579). 

Il soffitto della chiesa, nella parte centrale, riporta un fastoso dipinto a tempera su legno con la rappresentazione dell' Incoronazione della Vergine e i SS. Chiara, Michele, Francesco, Antonio, Ludovico d' Angiò , Luigi IX di Francia, S. Giuseppe, S. Rocco. La tela fu realizzata da Michele Angelo Ricciardi nel 1731.


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