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Comune di Battipaglia
Arte e Cultura

Il Castelluccio, comunemente detto "Castelluccia", è ubicato su una delle colline che sovrastano Battipaglia, comune sorto nel 1929.
Il toponimo Battipaglia, tuttavia ha ben più antiche origini essendo menzionato in un documento storico risalente al 1080.
In tale manoscritto, il Re normanno Roberto il Guiscardo, il quale aveva promosso la costruzione del Duomo di Salerno, riconosce alla chiesa salernitana il possesso di numerosi beni immobili tra i quali oltre il Duomo di S.Matteo, la chiesa di S.Vito al Sele, la località Campolongo e la "Castelluccia" di Battipaglia.
Questa è la prima menzione storica del castello edificato sulla collina a difesa degli abitanti delle terre del Tusciano.
 
Dai documenti storici sempre ben conservati dagli organi ecclesiastici, risale al 1053 la costruzione della chiesa di S. Mattia, ancora oggi esistente dopo la ricostruzione. In quel periodo Battipaglia era costituita da tre casali: il Castelluccio, il monastero di S. Mattia e il monastero di S.Arcangelo. Questi luoghi di culto, così come altri lungo il fiume Tusciano, furono voluti dal principe Guaimario IV e dai suoi successori. 

Il Castello rimase di proprietà della chiesa salernitana fino al sec XII. Successivamente, dopo la morte di Enrico VI, il capitano del suo esercito, tal conte Marcoaldo, si impossessò del Castelluccio. Dopo essere salito al trono, il re Federico II di Svevia, non restituì alla chiesa salernitana i suoi possedimenti, ma ne fece concessione ai Frati dell’Ordine Teutonico per poi entrarne in possesso direttamente, essendo il sovrano in rotta con il papato. Nel periodo di massimo splendore del suo regno Federico di Svevia, edificò splendidi castelli che restano a ricordo di una delle più fulgide epoche della civiltà meridionale. 

Dopo la morte di Federico II, l’Arcivescovo di Salerno ottenne, nel 1251, dal Re Corrado la restituzione dei beni. Dopo questi avvenimenti scarse sono le notizie storiche sia a proposito di Battipaglia che del suo Castelluccio, in quanto la zona, molto paludosa, fu infestata per lungo tempo dalla malaria. Secondo alcuni documenti i monasteri di S. Mattia e S. Arcangelo furono distrutti, agli inizi del 1500, e ricostruiti successivamente. Nel 1612 il Castelluccio fu acquistato dalla famiglia Doria che aveva appena acquisito il feudo di Angri. Nel 1638, il castello passò, insieme ad altri possedimenti, al marchese Giulio Pignatelli, i cui discendenti sono stati proprietari fino a pochi decenni or sono.
 
Dopo il 1857 il Re Ferdinando II fece trasferire nella zona di Battipaglia alcuni sopravvissuti del terremoto che sconvolse la Lucania e, per primo, intraprese opere di bonifica, poi proseguite negli anni successivi e portate a termine durante il ventennio fascista, nel corso del quale la città, precisamente nel 1929, fu elevata a Comune. Della sua antica storia, la città conserva chiesette medievali edificate lungo il Tusciano quali S. Mattia e S. Lucia, alcuni antichi edifici rurali, una torre spagnola dalla struttura quadrangolare denominata torre di Ray sita a poche centinaia di metri dalla SS. 18 e, appunto, il Castelluccio

L’aspetto del castello che oggi ammiriamo risale all’inizio del Novecento, tuttavia si possono ancora notare le mura originali poggianti direttamente sulla roccia della collina e, all’interno della chiesetta del castello, un pregevole affresco. La "Castelluccia" riversa, oggi, in uno stato di abbandono, così come gli altri edifici menzionati, e necessita di costosi interventi di restauro. C'è da auspicarsi che, in tempi brevi, il "nostro" Castelluccio possa essere acquistato o gestito da enti pubblici o privati che provvedano alla risistemazione di quello che costituisce il simbolo della città di Battipaglia.
 
Sui resti di un antico castello edificato intorno all'XI secolo a difesa degli abitanti della Valle del Tusciano, e che apparteneva agli inizi del secolo scorso ai principi Strangoli Ferrara Pignatelli, è stato interamente ricostruito, per opera dell'architetto Farinelli, un nuovo castello che conserva ben poco dello stile della originaria costruzione.
Di proprietà della chiesa salernitana fino al XIII secolo per volontà di Guaimario IV e dei suoi successori, passò, dopo la morte di Enrico VI, al conte Marcoaldo capitano del suo esercito ed infine fu concesso da Federico II di Svevia ai monaci dell'Ordine Teutonico.

Abbandonato per lungo tempo a causa della malaria che infestava la zona, nel 1612 fu acquistato dai Doria, da cui passò nel 1638 al marchese Giulio Pignatelli. Il Castelluccio, che conserva le mura originali che poggiano direttamente sulla roccia e un prezioso affresco all'interno della chiesetta, oggi è in stato di abbandono e necessita di urgenti lavori di restauro.


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