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  Comune di Atrani

 


Atrani - veduta

Racchiusa com'è tra alte pareti di roccia che costeggiano l'imbuto verde della Valle del Dragone, Atrani è il centro costiero che ha meglio conservato le sue antiche caratteristiche topografiche. Con la sua struttura urbana tipicamente medievale, fatta di vicoli, archi, cortili, piazzali, e con le sue caratteristiche "scalinatelle", appare al visitatore come un piccolo presepe naturale. Al tempo della Repubblica Marinara Atrani era abitata dalle famiglie nobili amalfitane, che la scelsero anche come sede di incoronazione dei Dogi.

Pur microscopica, Atrani è ricchissima di testimonianze d'arte e monumenti religiosi. Sulla piazzetta Umberto I, ritrovo di giovani e meno giovani in estate, zeppa com'è di bar e ristoranti aperti dalle prime ombre della sera fino alle primissime luci dell'alba, affaccia la Chiesa di San Salvatore de Birecto, dove avveniva la cerimonia di elezione e insediamento dei Dogi della Repubblica, a cui veniva imposto solennemente il berretto dogale. Rimaneggiata in stile neoclassico, è in realtà antichissima, essendo stata fondata nel 940. La bella porta in bronzo simile a quella del Duomo di Amalfi fu fatta fondere a Costantinopoli nel 1087 da Pantaleone Viaretta, lo stesso che aveva inviato vent'anni prima la porta della Cattedrale amalfitana.

Devastata dai Pisani nel 1135, Atrani risorse sotto il re svevo Manfredi, nella seconda metà del Duecento. Di quel periodo è la Collegiata di Santa Maria Maddalena (1274) poi in seguito trasformata. Presenta una facciata barocca, una cupola maiolicata e la torre campanaria a pianta quadrata, diventata il simbolo di riconoscimento di questo centro. All'interno è conservata una bella tavola di Andrea da Salerno raffigurante l'"Incredulità di San Tommaso".

Meritano anche una visita: 
il Monastero francescano di Santa Rosalia con l'annessa chiesa omonima; 
la Chiesa di Santa Maria del Bando, edificata intorno al XII secolo, così detta perchè da essa venivano proclamati sentenze e bandi nel periodo della Repubblica Amalfitana;
la Chiesa di Santa Maria Immacolata;
la Cappella di Santa Gertrude, risalente al 1687, al cui interno si può ammirare una tela raffigurante la Santa;
la Chiesa del Carmine, all'interno della quale è conservato un caratteristico presepe del 1600 che ancora oggi viene allestito durante il periodo natalizio;
la Chiesa di San Michele fuori le mura, edificata nel XII secolo, famosa per il periodo della peste segnata sul muro (1656) e per il suo bizzarro genere di costruzione.

Ascendenze atranesi aveva il rivoluzionario napoletano Tommaso Aniello de Fusco, che guidò l'insurrezione antispagnola nel 1647. Masaniello era figio di Ciccio, oriundo di Minori, e di Antonia Gargano di Atrani. Poco distante dalla Chiesa di Santa Maria del Bando, arroccata sul versante orientale del monte Aureo e immersa in una ricca vegetazione, è collocata una suggestiva Grotta detta di Masaniello, perchè in essa si sarebbe rifugiato il famoso rivoluzionario.

Altro complesso ipogeo da visitare è la cosiddetta Grotta dei Santi. Vi si accede attraverso una rampa di scale posta all'ingresso della galleria che conduce verso Amalfi. Percorrendo prima una stradina (era l'unico collegamento antecedente la costruzione della strada rotabile sottostante), poi un viottolo che si inerpica tra terrazzamenti e giardini, si apre questo anfratto naturale, dove sono visibili i ruderi dell'antico monastero benedettino dei SS. Quirico e Giulietta, fondato nel 986. L'entrata alla piccola grotta, decorata con affreschi in stile bizantino risalenti al XII secolo, è contornata da uno degli archi di sostegno di un antico canale idrico. Tra le figure dei Santi raffigurati negli affreschi vi sono i quattro evangelisti e San Giorgio.

 


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