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     Comune di Castellabate


Stemma del comune di Castellabate

Castellabate - Veduta panoramica

Poco più a sud di Agropoli, procedendo lungo la Provinciale, si incontrano le tre frazioni marine di Castellabate. La prima è Santa Maria, raccolta intorno alla spiaggia di località Lago, anticamente denominata Conca. Dall'arenile, frequentatissimo durante il periodo della balneazione grazie alla presenza di numerose infrastrutture turistiche di prim'ordine, si diparte una strada sterrata che sale verso punta Tresino. Probabilmente sul territorio gli achei sibariti fondatori di Poseidonia eressero un grande tempio dedicato a Poseidone, successivamente andato completamente distrutto. Nel 957 sul sito sorseso una chiesa, dedicata al culto di San Giovanni, e un monastero. Incastonata tra una lussureggiante collina - caratterizzata dalla massiccia presenza di pini d'Aleppo - e il mare, Santa Maria è un tipico luogo di villeggiatura cilentano. Testimonianze del suo fulgido passato sono la Torre Pagliarolo, il palazzo del principe Angelo Granito di Belmonte (un antico casino di caccia in parte adibito ad hotel) e Villa Matarazzo. Da non perdere la Madonna degli Abissi, collocata nel tratto di mare antistante il litorale della frazione e l'Antiquarium, che accoglie numerosi reperti archeologici subacquei: in prevalenza ancore e anfore rinvenute nel relitto di una nave romana, affondata nelle acque del borgo durante il I secolo dell'era cristiana.

San Marco è la seconda frazione marina di Castellabate che s'incontra arrivando da Agropoli. E' più antica di Santa Maria. Il museo archeologico di Paestum conserva numerosi reperti qui rinvenuti: è assai probabile, infatti, che l'odierna frazione sorga sul sito dell'antica "Cittadella" di origine focea. Sotto il dominio romano, fu eletta dal patriziato a luogo di villeggiatura estiva: dei fasti greco-romani resta lo splendido porto. Sulla parte alta della costa (collina Castelsandra) sorge un Parco naturale dalla vegetazione lussureggiante.

Addentrandoci nella folta pineta e seguendo i camminamenti tracciati all'ombra degli altissimi pini d'Aleppo, in pochi minuti si raggiunge uno dei siti più belli e ricchi di suggestioni dell'intera costa cilentana: Punta Licosa, da poco tempo eletta ad area marina protetta. Plinio e Strabone sostengono che il promontorio prende il nome dalla sirena Leucosia, il cui vano tentativo di sedurre Ulisse è narrato nel canto XII dell'Odissea. Sull'isolotto sono stati ritrovati i resti di mura ancora intonacate, che scompaiono alla vista quando c'è il mare grosso.

Superata Punta Licosa, la costa comincia a digradare, più o meno all'altezza della Torre d'Avvistamento fatta costruire da Gioacchino Murat in periodo francese, fino a tornare piatta in corrispondenza della frazione di Ogliastro Marina, antico borgo marinato che conserva intatta una particolarità: la spiaggia di alghe.

Su un ampio pianoro a 278 mt. sul livello del mare sorge il magnifico borgo di Castellabate, nato gradualmente intorno al Castello dell'Abate, voluto nel 1123 dall'abate San Costabile Gentilcore. Con l'edificazione del maniero Castellabate conobbe, a cavallo tra l'XI e il XV secolo, un periodo di grande splendore, diventando il feudo più importante del Cilento. Il centro antico ha conservato, intatta, la pianta di tipica cittadella medievale, su cui si sono innestate alcune dimore gentilizie risalenti al XVII secolo: in particolare i palazzi Perrotta e Iaquinto, che meritano una visita per la gran quantità di opere d'arte che ospitano. Il fiore all'occhiello del borgo collinare è però la Chiesa di Santa Maria de Gula, eretta nel XII secolo ed elevata al rango di Basilica Pontificia nel 1988.
 


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Comune di Castellabate
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