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| | Comune di Acerno Arte e Cultura |
Le rocce che costituiscono l'ossatura dei Monti Picentini fanno parte di una sequenza di dolomie e calcari, potente oltre 4500 m, depositatasi in un ambiente di mare sub-tropicale e poco profondo tra 180 e 70 milioni di anni fa. Complesse vicende deformative interessano questa potente piastra di rocce carbonatiche, portandola prima ad accavallarsi su terreni coevi di mare profondo (ora visibili nel formidabile spaccato erosionale nella "finestra tettonica" di Campagna), e successivamente, nel corso degli ultimi milioni di anni, a smembrarsi in tutta una serie di blocchi sollevati a varie quote. In conseguenza di tutto ciò, le rocce del massiccio hanno assunto un notevole grado di fratturazione, il quale ha favorito e governato lo svilupparsi dei fenomeni carsici.
Le forme carsiche, tanto quelle epigee (esterne) che quelle ipogee (sotterranee), sono molto più pronunziate e frequenti laddove affiora la porzione calcarea della sequenza (gruppi del Monte Cervialto e del Terminio-Tuoro, Monte Raione, ecc.). Qui la roccia appare scolpita a scanalature, solchi e trincee di dissoluzione, mentre il paesaggio si presenta costellato di doline, campi carsici e inghiottitoi che trasmettono le acque dilavanti, talora concentrate in piccoli laghi stagionali (Lacerno, Volturara, Irpina, ecc.), al reticolo di cavità sotterranee e, finalmente alle grandi e piccole sorgenti che bordano il piede del massiccio stesso.
Il carsismo ipogeo manifesta spesso delle gallerie che furono percorse da grossi volumi di acqua ma che appaiono oggi inattive, essendo state sollevate più in alto del livello di base carsico (falda acquifera di fondo) con i già menzionati moti tettonici verticali. Il condotto carsico più degno di rilievo nella zona di Acerno è la Grotta di Strazzatrippa e degli Angeli. |
| Cattedrale di San Donato
La Chiesa Cattedrale di Acerno, dedicata a San Donato, Vescovo e Martire,fu elevata da papa Leone I° nel 1444. Più volte ricostruita e restaurata, quella attuale risale alla seconda metà del 1500, Presenta un campanile sormontato da cuspide a bulbo, all’interno della quale si possono ammirare nel Presbiterio, quattro dipinti del Pallante che risalgono al 1797, raffiguranti i quattro Evangelisti.
Vi sono tre ingressi che immettono in tre navate; quello corrispondente alla navata centrale è il più grande. Anticamente la chiesa era anche luogo di sepoltura; infatti, il pavimento, in cotto, delle tre navate è stato utilizzato per tale fine. Gli stucchi, di epoca barocca, si conservano ancora quasi integri nella loro straordinaria bellezza soprattutto nella sacrestia. Chiesa della Madonna delle Grazie
La chiesa della Madonna delle Grazie presenta un altare in marmi policromi, con al centro la meravigliosa effigie della Madonna delle Grazie incoronata. | |
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